420 Farm

L’uso della Cannabis rende pigri?

Nel corso dei decenni di proibizione globale della Cannabis, alcune pubblicità sono diventate estremamente popolari. Quando molti di noi pensano al consumo di Cannabis, possiamo collegarlo istintivamente a una mancanza di motivazione e persino alla pigrizia. Questo punto di vista iniziò a essere coltivato all’inizio della metà del XX secolo, quando i governi cercarono per la prima volta di vietare l’uso della droga – e ha resistito alla prova del tempo. Ma la Cannabis ci rende davvero pigri?

La risposta a questa domanda potrebbe essere più complicata del semplice “sì” o “no”, poiché gli effetti della Cannabis possono variare ampiamente a seconda della varietà in questione. Mentre diversi ceppi sono in gran parte caratterizzati dal contenuto di cannabinoidi, anche altri composti, come i terpeni, svolgono un ruolo.

 

Sativa VS Indica

Le varietà sono spesso divise in due categorie, che prendono il nome dalle specie della pianta di Cannabis: Sativa e Indica. Sebbene sia opinione diffusa che le piante di Cannabis Indica siano più alte in THC e Sativa più alte in CBD, spesso non è così. Tuttavia, è diventata popolare una teoria secondo la quale i ceppi Indica di Cannabis (che presumibilmente contengono più THC) sono più sedativi, mentre i ceppi Sativa sono i migliori se vuoi rimanere più vigile e attivo.

 

CBD

Il CBD è diventato immensamente popolare negli ultimi anni poiché le aziende continuano ad aggiungere il cannabinoide non psicotropo a una vasta gamma di prodotti orientati alla salute.

Il composto ha guadagnato popolarità grazie al suo potenziale potenziale di ridurre lo stress e l’ansia, migliorare il sonno e persino aiutare con il dolore. Alcuni consumatori, tuttavia, affermano che può aiutare in ancora più settori.

Gli sportivi e gli atleti possono essere sempre più individuati utilizzando prodotti CBD e persino sostenendo marchi specifici. Inoltre, è iniziato un movimento per incorporare il derivato della cannabis in regolari regimi di palestra e allenamento.

Inoltre, molti utenti ritengono che una dose regolare di CBD aiuti a migliorare la concentrazione e la motivazione, rendendo più facile superare il loro carico di lavoro.

Sebbene le prove cliniche rimangano sottosviluppate in queste aree, le prove aneddotiche sono abbondanti e continuano a guidare il successo senza precedenti dell’industria del CBD.

 

THC 

Il THC è il cannabinoide più comune trovato nella pianta di cannabis. È anche il composto che causa lo “sballo” e, se si può credere alla teoria Sativa vs Indica, la “pigrizia” spesso associata al consumo di cannabis.

I recettori CB1, che sono l’obiettivo principale del THC nel corpo umano, sono noti per influenzare la motivazione. Tuttavia, non si sa come e in che misura il THC possa svolgere un ruolo. Inoltre, i risultati di un recente studio hanno reso queste ipotesi ancora più poco chiare.

Nel 2020, gli scienziati francesi hanno deciso di comprendere gli effetti del THC sulla motivazione dei topi. Per determinare l’effetto, i ricercatori hanno osservato i topi e la loro motivazione a correre su una ruota da corsa sia prima che dopo la somministrazione di THC.

I topi sono stati addestrati a fare colpi sul naso per sbloccare l’accesso a una ruota da corsa. È interessante notare che la somministrazione di THC non ha avuto alcun effetto sulla preferenza dei topi a correre.

Inoltre, i ricercatori non hanno riscontrato alterazioni nel modo in cui i topi hanno lavorato duramente per accedere alla ruota da corsa o nelle loro prestazioni di corsa.

D’altra parte, è stato scoperto che l’eliminazione genetica dei recettori CB1 ha avuto un impatto sulla motivazione dei topi a correre. Ciò è degno di nota poiché una maggiore esposizione al THC può spesso portare a un aumento della tolleranza. Ciò è anche associato a una diminuzione dei recettori CB1, il che significa che l’uso frequente di Cannabis potrebbe, infatti, essere collegato a una diminuzione della motivazione.

 

Conclusioni

Sebbene questi risultati siano un passo promettente nella comprensione della vera connessione tra THC e motivazione, i risultati potrebbero non essere completamente trasferibili all’uomo.

Pertanto, come spesso accade quando si cerca di interpretare la vera natura della Cannabis, sono necessarie ulteriori ricerche in questo settore.

Attraverso l’interpretazione delle prove esistenti, è improbabile che l’uso occasionale di Cannabis ci renderà pigri. Anche optare per prodotti a minore intensità (ceppi con un contenuto di THC inferiore) può aiutare ad alleviare il rischio di perdere la motivazione.

 
Fonti: Canex

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo su

Facebook
Twitter